Il Lago di Vico

b_150_100_16777215_00___images_images_lago-di-vico.jpgIl lago di Vico è oggi uno dei laghi più belli ed integri d'Italia caratterizzato da una morfologia unica e da una coltre di verde che si estende da valle sui tutti i rilievi circostanti. La storia della valle del Lago di Vico è legata a leggende ed alla mitologia che vuole Ercole artefice della formazione del lago di Vico.


In realtà, ciò che oggi si vede è la testimonianza di una lunga attività vulcanica del vulcano Vicano che modellò tutto il territorio circostante fino al Tevere.
L'esplosione del cono principale e il suo sprofondamento diedero origine a una caldera relativamente estesa al cui interno emerse un piccolo cono lavico, l'attuale Monte Venere.

Terminata l'attività vulcanica, le sorgenti sottostanti e le grandi piogge formarono il lago, ed il Monte Venere divenne un'isola che rimase per millenni abbracciata dalle acque del lago.
Col tempo, la valle e i crinali si ricoprirono di una fitta estensione di impenetrabili boschi.
La zona rimase inesplorata per milleni fin quando i Romani espugnarono la città etrusca di Sutri ed inseguirono gli etruschi fuggiaschi nella Selva Cimina. Solo allora si addentrarono in quella selva impenetrabile, mai esplorata perché ritenuta abitata da demoni.

Tito Livio la descriveva così: ”Era in quel tempo la selva Cimino più impraticabile e spaventosa (invia atque orrenda) di quanto non lo siano oggi le foreste della Germania e nessuno fino allora vi era penetrato, neppure i mercanti, né ardiva qualcuno entrarvi”.
I Romani tracciarono il percorso della consolare Cassia che da Roma scavalcava il crinale a sude-est ed attraversava la valle del lago per risalire e scavalcare il crinale nord ad 800 metri sul livello del mare.

La fisionomia di quelle trasformazioni geologiche è tutt'ora riconoscibile dai crinali della conca craterica che circoscrivono il lago e quelle foreste, un tempo fitte ed impenetrabili, ricoprono ancora oggi i crinali fino a valle, dove prevale la coltura del nocciolo.


La zona pianeggiante della valle è molto fertile ed è l'estensione venuta alla luce con l'abbassamento del livello del lago attraverso un emissario sotterraneo scavato dagli Etruschi e successivamente ampliato dai Farnese, signori di Caprarola e Ronciglione.

Dopo l'istituzione della Riserva Naturale del lago di Vico, nel 1982, sono subentrati vincoli paesaggistici ed ambientali che hanno sottratto il territorio alla cementificazione selvaggia facendone uno dei luoghi più belli d'Italia.

Tutto l'anno, il lago offre scenari unici che variano continuamente grazie alla ricca presenza di ambienti naturali, come il canneto che costeggia buona parte delle sponde, la palude, una delle più estese del Lazio, habitat naturale per molti uccelli acquatici tra stanziali e migratori che in primavera nidificano nella giuncaia.


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